L’Editoriale di Antonio Di Mora

A casa di Josko Gravner

 Il 27 e 28 maggio scorsi io e mia moglie Silvia siamo andati a trovare Josko.

Per me non era la prima volta, ma per Silvia sì. Per me era molto importante farglielo conoscere, anche perché la mia proposta di matrimonio è stata fatta con la sua ribolla 2004. Mi piace vincere facile!

Ogni volta che vado da lui scopro sempre qualcosa di nuovo perché lui e i suoi vini si raccontano e svelano piano piano.

Arriviamo sabato ad ora di pranzo e veniamo subito accolti da Mateja, la figlia, e i loro splendidi cani. Ci accompagnano ad Hum, a pochi chilometri dalla cantina, ma già in territorio sloveno, dove alloggiamo in una vecchia abitazione dei nonni ristrutturata seguendo rigorosamente lo stile originale. Per la prima volta vediamo un vero “fogolar”.

Ritorniamo nel territorio italiano e pranziamo insieme a Mateja, Maria, moglie di Josko, il nipote, Josko e Luca un amico in come.

Durante il pranzo parliamo molto e assaggiamo diversi vini e diverse annate.

L’indomani mattina Josko ci viene a prendere con la jeep e ci accompagna in un vigneto di ribolla, spiegandoci quanta fatica e amore per la terra richiedano le vigne.

Vedo che non tutto l’appezzamento è piantumato; c’è ancora molto bosco ed anche un grande stagno, cosa insolita. In maniera molto semplice, Josko ci spiega che la presenza di questi elementi naturali è fondamentale e utile per l’ecosistema e, di conseguenza, per la vigna.

Finita la visita nel vigneto, andiamo nella cantina delle anfore, dove l’uva si trasforma in mosto e poi in vino. Una cantina sobria ma con un concetto molto forte e profondo. Caratteristiche di questo luogo magico sono le luci soffuse e le diverse buche sotto le quali alloggiano le anfore.

Passiamo nella cantina dove riposa il vino (7 anni dalla vendemmia per i vini non riserva e 14 per i riserva). Qui troviamo grandi botti che per Josko sono semplici contenitori dove far maturare il vino.

Gli assaggi dalle botti ci riservano due grandi e piacevoli sorprese: una ribolla che è stata a contatto con i raspi, e quindi con una spinta diversa dalle altre, e un Sauvignon 2013 adatto a diventare riserva, e che sarà messo in commercio nel 2027.

Sono davvero molto contento di aver passato due giorni così intensi con Josko, è stato illuminante ascoltare i suoi racconti ed aneddoti sul vino, e sulla vita. Una persona semplice, onesta, piena di passione per tutto ciò che fa.

Ci chiede di fermarci per un pranzo, che ci promette essere veloce, prima di rientrare a Milano. Accettiamo con piacere ma, tra una chiacchiera e l’altra, un bicchier di vino e l’altro, il tempo passa talmente velocemente che riusciamo a metterci in macchina solo dopo le 15, pieni di gioia e di nuove emozioni.

Grazie a Josko e alla sua splendida famiglia.

Antonio

(Antonio Di Mora Sommelier Ristorante Joia Milano)

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