L’Editoriale di Antonio Di Mora

 

Oggi vi racconto un po’ della cantina Rinaldi,

la gamma dei vini Rinaldi si presenta in tutto il loro  splendore e la loro superba qualità.

Giuseppe Rinaldi, un’interpretazione del territorio magistrale.

I suoi vini, e non solo i Baroli, danno una forte energia e ti accompagnano attraverso le langhe. Sono vini fatti sempre in maniera tradizionale, con lunghe macerazioni e solo in botti grandi.

Rinaldi inizia nel 1947 a 29 anni e ancora oggi il suo è un grande vino. Senza mai farsi influenzare dalle mode o tentare dalla barrique, ha sempre portato aventi il suo pensiero, il suo credo e questa sua testardaggine l’ha portato a produrre dei baroli di alta qualità, a discapito della quantità e utilizzando solo ciò che Madre Natura gli permette di avere.

Restando nel mondo di Rinaldi continuo la mia degustazione con l’altro prodotto di punta della cantina della langa, il Barolo Brunate. Quest’ultimo, a differenza del fratello Tre Tine, si presenta meno austero e più morbido sia al naso, con note di frutta “piena” e matura, che al palato, dove il tannino è rotondo e mai troppo invadente.

Mi sento di dire che il Barolo Brunate nonostante sia più semplice soprattutto nella beva rispetto al Tre Tine nasconde una serie di sfaccettature che rendono questo vino tutto tranne che “facile”. Anche in questo caso l’ annata 2012 lascia struttura e bevibilità.

Nel complesso andiamo a trovare due baroli molto diversi ma accomunati da una grande tradizione che permette alla cantina di Barolo di essere sempre un punto di riferimento nel panorama vitivinicolo della langa. Questa grande qualità si può vivere sulla propria pelle soltanto provando questi eccezionali vini.

Spesso la voglia di conoscere e provare nuovi vini ci porta a dimenticare i nostri grandi prodotti e la loro grande tradizione.

A proposito di ciò, nell’ ultima settimana ho avuto il grande piacere di riprovare il Barolo Tre Tine di Giuseppe Rinaldi, uno dei pionieri della zona delle langhe.

Della qualità del vino in discussione non sono di certo sorpreso, anche se la finezza che lo caratterizza in tutti i suoi tratti mi ha lasciato basito.

Partirei dall’ annata, la 2012, sicuramente non per tutti difficile da interpretare ma secondo me di grande carattere, che lo troviamo nel bicchiere già dal primo sorso. Tannino pieno ed elegante, ci anticipa cosa ci si può aspettare da questo grande barolo. Al naso le caratteristiche del nebbiolo sono pulite e ben chiare, soltanto dopo qualche minuto il panorama si amplia con note che vanno dalla spezia dolce fino ad acquisire sfumature mentolate.

Per finire mi sento di dire che il Tre tine non è di certo un Barolo per tutti. La tradizionalità è il fattore che unisce tutte le sfaccettature di questo grande vino.

Note tecniche di rilievo sono sicuramente il prezzo, accessibile a tutti, e la stappatura, consigliata almeno un paio d’ore prima della beva.

A.Di Mora

(Sommelier del Ristorante Joia Milano)

 

Un commento

  • Ernesto S. ha detto:

    di solito viene associato un vino buono ad u prezzo alto o viceversa. In questo caso parlando di un Barolo Rinaldi il prezzo “accessibile” si riferisce a quanto? Perchè dire accessibile a tutti resta pur sempre un parolone

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